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	<title>Infermieristica</title>
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	<description>Appunti e risorse</description>
	<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 07:13:49 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Ernia iatale</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2005 20:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Patologia Chirurgica</category>
	<category>Patologie dell'esofago</category>
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		<description><![CDATA[	L&#8217;ernia iatale &#232; la dislocazione  in torace di una porzione di stomaco attraverso lo iato esofageo.
Esistono tre tipi di ernia iatale: tipo 1 rara, dovuta a esofago corto; tipo 2 paraesofagite; tipo 3 da scivolamento.

	L&#8217;ernia iatale da esofago corto &#232; caratterizzata dalla risalita intratoracica di una parte dello stomaco perch&#232; l&#8217;esofago termina al di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>L&#8217;ernia iatale &#232; la dislocazione  in torace di una porzione di stomaco attraverso lo iato esofageo.<br />
Esistono tre tipi di ernia iatale: tipo 1 rara, dovuta a esofago corto; tipo 2 paraesofagite; tipo 3 da scivolamento.</p>

	<p>L&#8217;ernia iatale da esofago corto &#232; caratterizzata dalla risalita intratoracica di una parte dello stomaco perch&#232; l&#8217;esofago termina al di sopra del diaframma. L&#8217;esofago corto pu&#242; essere congenito o acquisito.<br />
I sintomi avvertiti sono: rigurgito, dolore e disfagia.</p>

	<p>La paraesofagite invece si ha quando la giunzione esofago-gastrica rimane in addome.<br />
I sintomi riferiti dal paziente sono: dispepsia, dolore retrosternale o in sede epigastrica,mentre raro &#232; il reflusso gastroesofageo e l&#8217;esofagite.</p>

	<p>L&#8217;ernia iatale da scivolamento dipende dal fatto che l&#8217;esofago terminale, la giunzione esofago-gastrica ed una porzione dell&#8217;esofago  sono dislocati all&#8217;interno del torace.<br />
I sintomi sono aspecifici come pirosi dopo i pasti, copiosi o una temporanea sensazione di arresto del cibo a livello del&#8217;esofago distale.</p>

	<p>Le ernie sintomatiche di grosse dimensioni e le ernie da scivolamento necessitano di trattamento chirurgico.<br />
L&#8217;intervento consiste nella riduzione dell&#8217;ernia talvolta associata ad una plastica antireflusso.</p>
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		<title>Traumi toracici</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 21:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Patologia Chirurgica</category>
	<category>Patologie dei polmoni e delle pleure</category>
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		<description><![CDATA[	I traumi toracici, possono essere distinti in traumi chiusi o traumi aperti. I traumi chiusi sono causati prevalentemente da incidenti stradali ed incidenti sul lavoro, mentre i traumi aperti sono generalmente conseguenze di ferite da arma bianca o da proiettili.
Spesso i traumi aperti possono subire complicazioni per delle infezioni.
Tutti i traumi toracici hanno come conseguenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>I traumi toracici, possono essere distinti in traumi chiusi o traumi aperti. I traumi chiusi sono causati prevalentemente da incidenti stradali ed incidenti sul lavoro, mentre i traumi aperti sono generalmente conseguenze di ferite da arma bianca o da proiettili.<br />
Spesso i traumi aperti possono subire complicazioni per delle infezioni.<br />
Tutti i traumi toracici hanno come conseguenza l&#8217;ipoventilazione. Nel caso di un trauma toracico, la prima cosa da prendere in considerazione, sono le condizioni associate che possono rappresentare un rischio per la vita del paziente, come ad esempio: l&#8217;ostruzione delle vie aeree, pneumotorace, emotorace massivo ecc&#8230;<br />
In alcuni casi il trauma toracico pu&#242; essere accompagnato da uno stato di choc dovuto a: emorragia, insufficienza respiratoria ed insufficienza cardiaca.</p>

	<p><strong>Frattura dello sterno</strong></p>

	<p>Sono dovute generalmente ad un urto voilento sul volante negli incidenti stradali, oppure a meccanismi contusivi diretti da altre cause, come ad esempio aggressione con corpi contundenti, cadute sul lavoro ecc&#8230;<br />
Queste fratture si manifestano con dolore alla pressione, ecchimosi, deformit&#224; e vengono accentuate dal respiro.<br />
La lesione viene trattata col riposo nei casi lievi, mentre nel caso di fratture notevoli &#232; indicata riduzione chirurgica e <strong>osteosintesi</strong>.</p>
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		<title>Obesità</title>
		<link>http://infermieristica.tutorialweb.org/scienze-alimentari/obesita.html</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2005 22:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Scienze alimentari</category>
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		<description><![CDATA[	L&#8217;obesit&#224; &#232; una condizione caratterizzata da un eccesso di massa adiposa rispetto alla massa magra, dovuta dallo squilibrio tra le entrate e le uscite energetiche. L&#8217;eccesso di peso rispetto al peso normale non &#232; indice di obesit&#224;.
I metodi per quantificare la massa adiposa sono complessi, per questo motivo vengono considerati criteri di valutazione pi&#249; semplici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>L&#8217;obesit&#224; &#232; una condizione caratterizzata da un eccesso di massa adiposa rispetto alla massa magra, dovuta dallo squilibrio tra le entrate e le uscite energetiche. L&#8217;eccesso di peso rispetto al peso normale non &#232; indice di obesit&#224;.<br />
I metodi per quantificare la massa adiposa sono complessi, per questo motivo vengono considerati criteri di valutazione pi&#249; semplici basati sul peso.<br />
Il peso ideale &#232; identificabile con apposite tabelle che prendono in considerazione diversi fattori: la statura, il sesso, l&#8217;et&#224; e la struttura.<br />
L&#8217;esame dell&#8217;obeso comprende: l&#8217;anamnesi, un esame clinico ed antropometrico, esami di laboratorio e strumentali.<br />
Le cause dell&#8217;obesit&#224; sono legate ad un minore dispendio energetico oppure ad un eccessivo ingresso alimentare rispetto al fabbisogno individuale.<br />
Raramente l&#8217;obesit&#224; &#232; derivante da un&#8217;endocrinopatia, da affezioni congenite o da neoplasie dell&#8217;ipotalamo.<br />
Nell&#8217;obesit&#224; intervengono differenti fattori patogeni: alterazioni metaboliche determinanti una bassa spea energetica, dimensione e numero degli adipociti, fattori genetici, iperalimentazione e sedentariet&#224;.<br />
E&#8217; una patologia causa o concausa di malattie: un soggetto obeso va infatti incontro a varie affezioni con frequenza superiore rispetto a soggetti di peso normale come: ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, diabete mellito, artrosi, disturbi mestruali, ipercolesterolemia ecc&#8230;<br />
L&#8217;obesit&#224; &#232; anche fattore di rischio per alcune neoplasie.<br />
La terapia per questo tipo di patologia &#232; basata su: dieta ipocalorica, esercizio fisico e modifiche nel comportamento, sovente sono consigliati sia il trattamento farmacologico che quello chirurgico.</p>
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		<title>Neoplasie della pleure: il mesothelioma</title>
		<link>http://infermieristica.tutorialweb.org/patologia-chirurgica/neoplasie-della-pleure.html</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2005 22:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Patologia Chirurgica</category>
	<category>Mesothelioma</category>
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		<description><![CDATA[	Nelle neoplasie pleuriche, la maggior parte, sono rappresentate da forme metastatiche. I tumori che possono metastatizzare il cavo pleurico sono quelli che originano nel polmone, mammella, pancreas e stomaco.
I tumori primitivi della pleure sono detti mesotheliomi.
Queste patologie sono favorite dall&#8217;esposizione dei soggetti all&#8217;amianto (lavoratori in miniere d&#8217;amianto, cantieri navali, materiali isolanti).
Il mesothelioma &#232; una neoplasia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Nelle neoplasie pleuriche, la maggior parte, sono rappresentate da forme metastatiche. I tumori che possono metastatizzare il cavo pleurico sono quelli che originano nel polmone, mammella, pancreas e stomaco.<br />
I tumori primitivi della pleure sono detti <strong>mesotheliomi</strong>.<br />
Queste patologie sono favorite dall&#8217;esposizione dei soggetti all&#8217;amianto (lavoratori in miniere d&#8217;amianto, cantieri navali, materiali isolanti).<br />
Il mesothelioma &#232; una neoplasia che pu&#242; colpire tutte le fasce d&#8217;et&#224;, ma ha la sua incidenza maggiore fra i 45 e i 60 anni e colpisce prevalentemente soggetti di sesso maschile.<br />
Le forme benigne di questo mesothelioma, non hanno prevalenza di et&#224; e non sono in relazione con l&#8217;esposizione all&#8217;amianto.<br />
Sono localizzati frequentemente a carico della pleura viscerale e possono essere visionati con una radiografia del torace come un nodulo opaco periferico.<br />
I mesoteliomi fibrosi di piccole dimensioni sono solitamente asintomatici, poich&#232; i sintomi si manifestano in relazione alla grandezza della neoplasia che determina una compressione sul polmone: l&#8217;unico segno presente pu&#242; essere la dispnea.<br />
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Altri sintomi possono essere: dolore toracico, febbre, tosse stizzosa e in casi rari un versamento pleurico.<br />
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Il <strong>mesothelioma maligno diffuso</strong> si presenta come una neoplasia localizzata nella pleure parietale, ne determina un ispessimento generalizzato. Il tessuto che lo compone &#232; duro e fibroso, ma in alcuni punti pu&#242; sfaldarsi per necrosi e sanguinare. Questa neoplasia tende a colpire gli organi che la circondano. I sintomi in questo caso si presentano in malattia gi&#224; avanzata, i pi&#249; frequenti sono: dolore toracico, dispnea, dimagrimento, tosse, febbre, versamento pleurico.<br />
La prognosi &#232; grave e la sopravvivenza &#232; di circa uno o due anni dalla diagnosi.<br />
Essa si avvale della radiografia del torace, dell&#8217;esame citologico del liquido pleurico, della biopsia pleurica e della T.A.C. con mezzo di contrasto.<br />
La terapia nei casi favorevoli &#232; chirurgica: si esegue la pleurectomia (resezione della pleure con la neoplasia a volte associata a resezioni parziali del polmone).<br />
Nella maggior parte dei casi vengono eseguiti trattamenti palliativi che comprendono la terapia antalgica (antidolorifici) o pleurostomia.<br />
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		<title>Tumori</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2005 21:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Patologia Chirurgica</category>
	<category>Patologia della parete addominale</category>
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		<description><![CDATA[	La parete addominale pu&#242; essere sede di tumori benigni e maligni, primitivi e secondari. Spesso si possono riscontrare neoplasie benigne come lipomi ed angiomi. I melanomi ed i sarcomi sono invece le neoplasie maligne pi&#249; frequenti.
Un neoplasia tipica della parete addominale &#232; il tumore desmoide che si presenta sottoforma di tumefazione a consistenza dura, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>La parete addominale pu&#242; essere sede di tumori benigni e maligni, primitivi e secondari. Spesso si possono riscontrare neoplasie benigne come <strong>lipomi</strong> ed <strong>angiomi</strong>. I <strong>melanomi</strong> ed i <strong>sarcomi</strong> sono invece le neoplasie maligne pi&#249; frequenti.<br />
Un neoplasia tipica della parete addominale &#232; il <strong>tumore desmoide</strong> che si presenta sottoforma di tumefazione a consistenza dura, con dimensioni variabili e origina pi&#249; frequentemente a destra della guaina del muscolo retto. Spesso provoca dolore. Il trattamento &#232; l&#8217;exeresi radicale.<br />
Pu&#242; causare una recidiva, per questo si consigliano controlli clinici periodici.</p>
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		<item>
		<title>Anatomia delle vie respiratorie</title>
		<link>http://infermieristica.tutorialweb.org/medicina-interna/malattie-dellapparato-respiratorio/anatomia-delle-vie-respiratorie.html</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2005 07:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Malattie dell'apparato respiratorio</category>
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		<description><![CDATA[	L&#8217;aria inspirata viaggia attraverso una lunga serie di condotti nel suo percorso dal naso agli alveoli. Il naso, il rinofaringe e l&#8217;orofaringe servono come via di riscaldamento, di umidificazione e di filtrazione dell&#8217;aria. Dopo il faringe l&#8217;aria passa attraverso la laringe, formata prevalentemente da muscoli e cartilagine. Essa rimane pervia durante l&#8217;inspirazione e si chiude [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>L&#8217;aria inspirata viaggia attraverso una lunga serie di condotti nel suo percorso dal naso agli alveoli. Il <strong>naso</strong>, il <strong>rinofaringe</strong> e l&#8217;<strong>orofaringe</strong> servono come via di riscaldamento, di umidificazione e di filtrazione dell&#8217;aria. Dopo il <strong>faringe</strong> l&#8217;aria passa attraverso la <strong>laringe</strong>, formata prevalentemente da muscoli e cartilagine. Essa rimane pervia durante l&#8217;inspirazione e si chiude durante la deglutizione o durante quelle operazioni che necessitato di un aumento della pressione intratoracica, come la defecazione o il vomito. A seguito della laringe, troviamo la <strong>trachea</strong>, una sorta di tubo di una decina di centimetri sostenuto da anelli cartilaginei a U, con un rinforzo posteriore costituito da una membrana fibrosa. Nei pressi della carena la trachea si divide nei due <strong>bronchi principali</strong>. I due bronchi principali si dividono nei <em>bronchi lobari</em>, tre a destra e due a sinistra, e in seguito nei <em>bronchi segmentari</em>, <em>sottosegmentari</em> e nei<em> bronchioli</em>.<br />
Attraverso questo metodo, le vie di conduzione si dividono 10-15 volte prima di arrivare ai <em>bronchioli terminali</em>, che sono le pi&#249; piccole unit&#224; bronchiali e non partecipano agli scambi gassosi.<br />
Dopo i bronchioli terminali troviamo tre generazioni di bronchioli respiratori, le cui pareti sono costituite da <em>alveoli</em>, e quindi da <em>dotti alveolari</em> e <em>sacchi alveolari</em>.<br />
Il lato epiteliale degli alveoli &#232; rivestito da pneumociti di tipo I e di tipo II. Gli pneumociti di tipo II sono i progenitori di quelli di tipo I, producono il <strong>surfattante</strong> e sono responsabili anche di altre attivit&#224; metaboliche del polmone.<br />
Per quel che riguarda la circolazione va ricordato che i polmoni posseggono una doppia irrorazione: quella polmonare, a origine dell&#8217;arteria polmonare, volta agli scambi gassosi, e quella bronchiale, a origine delle arterie bronchiali, rami dell&#8217;aorta, volta alla nutrizione dei polmoni stessi, eccezion fatta per gli alveoli.<br />
Intorno ai polmoni vi &#232; poi il tessuto pleurico che li riveste con due strati: la <em>pleura viscerale</em>, adesa ai polmoni e la <em>pleura parietale</em>, adesa alla parte toracica.</p>
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		<title>Proteine G</title>
		<link>http://infermieristica.tutorialweb.org/farmacologia/proteine-g.html</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2005 07:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Farmacologia</category>
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		<description><![CDATA[	La stimolazione della adenil-ciclasi e della fosfochinasi C, che dipende dall&#8217;attivazione recettoriale, &#232; mediata da una famiglia di proteine regolatorie che legano il guanosin-trifosfato (GTP). Il complesso recettore-antagonista provoca una modificazione conformazionale nella proteina G provocando il legame tra la sua subunit&#224; &#945; ed il GTP. L&#8217;&#945;-GTP si dissocia dalla proteina G e attiva (o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>La stimolazione della adenil-ciclasi e della fosfochinasi C, che dipende dall&#8217;attivazione recettoriale, &#232; mediata da una famiglia di proteine regolatorie che legano il guanosin-trifosfato (GTP). Il complesso recettore-antagonista provoca una modificazione conformazionale nella proteina G provocando il legame tra la sua subunit&#224; &#945; ed il <span class="caps">GTP</span>. L&#8217;&#945;-GTP si dissocia dalla proteina G e attiva (o inibisce) l&#8217;enzima. Il segnale dell&#8217;enzima termina poich&#233; l&#8217;&#945;-GTP ha un&#8217;attivit&#224; <span class="caps">GTP</span>-asica intrinseca e si autoesaurisce idrolizzando il <span class="caps">GTP</span> a guanosina difosfato (GDP). L&#8217;&#945; <span class="caps">GDP</span> quindi si riassocia con le subunit&#224; &#946; e &#947; della proteina G.</p>
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		<item>
		<title>ß-talassemia</title>
		<link>http://infermieristica.tutorialweb.org/pediatria/s-talassemia.html</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2005 07:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Pediatria</category>
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		<description><![CDATA[	Le &#223;-talassemie sono un gruppo eterogeneo di disordini  che derivano da molteplici alterazioni del gene che codifica per la sintesi della catena globinica della emoglobina.
Sotto il profilo clinico esse posono essere divise in:

	talassemia minima e talassemia minor, entrambe caratterizate da uno stato di eterozigosi per il difetto.  I pazienti che ne sono affetti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Le <strong>&#223;-talassemie</strong> sono un gruppo eterogeneo di disordini  che derivano da molteplici alterazioni del gene che codifica per la sintesi della catena globinica della emoglobina.<br />
Sotto il profilo clinico esse posono essere divise in:<br />
<ul></p>
	<p><li><strong>talassemia</strong> minima e <strong>talassemia minor</strong>, entrambe caratterizate da uno stato di eterozigosi per il difetto.  I pazienti che ne sono affetti, nel nucleo degli eritroblasti (cellule midollari da cui nascono gli eritrociti) &#232; presente un gene normale, vicino ad uno alterato;</li><br />
<li><strong>talassemia intermedia</strong> e <strong>talassemia major</strong> (chiamata anche morbo di Cooley). In questo caso entrambi i geni che svolgono la decodifica per la sintesi delle catene &#223; sono alterati e i pazienti affetti si trovano in uno stato diomozigosi a causa del difetto.</li><br />
</ul></p>


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		<item>
		<title>Classificazione dei neonati in base al peso e all&#8217;eta gestazionale</title>
		<link>http://infermieristica.tutorialweb.org/pediatria/classificazione-dei-neonati-in-base-al-peso-e-alleta-gestazionale.html</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2005 21:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Pediatria</category>
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		<description><![CDATA[	Ogni neonato pu&#242; essere classificato in base a due parametri fondamentali: l&#8217;et&#224; gstazionale e il peso alla nascita.
L&#8217;et&#224; gestazionale &#232; espressa in settimane complete di gravidanza calcolate a partire dal primo giorno dell&#8217;ultima mesturazione (et&#224; gestionale cronologica) e in base ad essa un neonato &#232; considerato a termine se nasce fra 37 a 42 settimane, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Ogni neonato pu&#242; essere classificato in base a due parametri fondamentali: <strong>l&#8217;et&#224; gstazionale</strong> e il <strong>peso alla nascita</strong>.<br />
L&#8217;et&#224; gestazionale &#232; espressa in settimane complete di gravidanza calcolate a partire dal primo giorno dell&#8217;ultima mesturazione (et&#224; gestionale cronologica) e in base ad essa un neonato &#232; considerato a termine se nasce fra 37 a 42 settimane, pretermine se nasce prima delle 37 settimane e post-termine dopo le 42 settimane.<br />
In base al <strong>peso alla nascita</strong>, un neonato viene definito:<br />
<ul></p>
	<p><li>di basso peso (LBW: Low Birth Weight) se il peso &#232; inferiore a 2500 g;</li><br />
<li>di peso molto basso (VLBW: Very Low Birth Weight) se il peso &#232; inferiore a 1500g;</li><br />
<li>di peso estremamente basso (ELBW: Extremely Low Birth Weight) se il peso &#232; inferiore a 1000 g;</li><br />
</ul></p>


 ]]></content:encoded>
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